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La Croce di Ofena, ragioniamoci un pò su (Fabio Esquilino)

Autore: Fabio Esquilino

Bene, allora, vediamo di fare il punto della situazione:

il signor Smith chiede di togliere il Crocefisso dall’aula dove studiano i suoi figli, fa denuncia al Tribunale, dopo un paio di anni la sua richiesta viene accolta e la sentenza del giudice ordina la rimozione del Crocefisso… l’Italia intera (popolazione, forze politiche, Presidente della Repubblica, associazioni Musulmane e rappresentanti delle altre religioni), tranne qualcuno,  si solleva contro questa sentenza che viene sospesa dal Presidente del Tribunale…

 Le due parole chiave di tutta la faccenda sono state due, tolleranza e rispetto, e proprio su queste vorrei soffermarmi un secondo, perché proprio queste due parole rischiano di perdere il loro significato: essere tolleranti ed essere rispettosi nei confronti degli altri e delle loro idee NON significa cancellare la propria identità, le proprie tradizioni, la propria storia, la propria religione e le proprie idee!


La Croce è un simbolo che racchiude in sé un universo di idee: amore, giustizia, lealtà, rispetto per il prossimo… idee non soltanto Cristiane, ma universali! E quindi anche i figli del signor Smith avrebbero potuto imparare dei buoni valori dalla Croce, fermo restando la loro devozione ad Allah. 

Toglierlo significherebbe rinnegare tutto ciò che rappresenta (ed infatti l’ufficiale giudiziario incaricato della rimozione ha fatto obiezione di coscienza e non ha mosso un dito… che sia stato anche il subconscio a consigliargli di non rimuoverlo?), ma non solo, significa anche appoggiare idee di intolleranza… si, perché questo è un gesto di intolleranza, di intolleranza verso i Cristiani, di intolleranza verso la cultura e le tradizioni italiane. Le comunità islamiche italiane hanno preso le distanze dal signor Smith, dichiarando che tale gesto è una provocazione che non fa altro che creare una rottura tra cristianesimo e islamismo.

 Sapete che colore mi viene in mente: il bianco, anzi no, il trasparente… ed è così che si rischia di diventare, trasparenti. Con la scusa dell’integrazione si rischia di cancellare tutto, di tornare indietro di 8.000 anni, di svuotarsi delle proprie idee, con la sola conseguenza di essere più infelici… perché a questo si arriva quando ci si sente vuoti dentro: l’infelicità.

L’integrazione non va fatta cancellando la propria identità, ma va fatta rispettando le idee e le identità altrui… non certo agendo come il signor Smith. “Rispetto” significa accettazione della cultura altrui fermo restando la propria ed è così che gli italiani si stanno comportando con gli “stranieri”, in maniera rispettosa e tollerante, fermo restando la nostra storia e la nostra cultura, nonché la nostra religione. Lo Stato italiano ha leggi che assicurano parità di trattamento a tutti e ciò è un grande traguardo raggiunto che però NON và distorto. Assicurare parità di trattamento non significa cancellare, semmai l’esatto contrario: aggiungere!

 Togliere il Crocifisso significherebbe dare il via ad una serie di eliminazioni, non è tanto il singolo Crocefisso di Ofena (come tutti hanno capito), ma sono le conseguenze che preoccupano, ciò che potrebbe derivarne dopo. A radio DJ ho sentito una battuta su questo argomento, faceva più o meno così: “a questo punto neanche più l’ancestrale testo o Croce si può fare, offenderebbe la sensibilità di qualcuno!”…

Che poi soffermiamoci un attimo sul termine “offenderebbe”… perché qualcuno dovrebbe offendersi??? Se fossi in Paesi non Cristiani vi assicuro che per neanche un secondo penserei che un simbolo di un’altra religione mi potrebbe offendere!!! Offendere? Ma di cosa? Perché? Una statuetta del Buddha in quale stranissima ipotesi mi potrebbe offendere? Una mezzaluna per quale astruso motivo dovrebbe rappresentare il “nemico”???  Anzi, proprio perché ci si trova in mezzo a gente diversa bisogna cercare di rispettarli al massimo e cercare di confrontarsi con loro… l’ho sempre detto: è dal confronto che c’è crescita interiore, non dall’eliminazione!!!

Ho sentito dire (ripeto, solo sentito dire) che alcune maestre hanno proibito ai loro alunni lo scambio di regali a Natale per non “offendere” alcuni bambini musulmani che fanno parte della scolaresca… pesate voi anche quello che penso io? Eh già, ma a che punto siamo arrivati! Vietare lo scambio di regali in classe… ma quei bambini che lezione devono imparare da un simile atteggiamento? Complimenti comunque, bel modo di mettere in pratica un iter di integrazione!

E qui voglio fare un discorsetto sugli atei: premetto che è una scelta e come tale va rispettata, io non mi azzarderei mai a dire ad un ateo “tu sbagli, io sono nella ragione”, MAI! Sono aperto al dialogo, ma non mi passerebbe neanche un secondo per l’anticamera del cervello di giudicare male un ateo. Premesso questo mi chiedo: COME è possibile che alcuni atei (fra cui un signore in una puntata del Maurizio Costanzo) si sentano offesi dalla Croce???? COME? La stessa definizione di “ateo” significa “senza Dio”, quindi ateo è una persona che non crede nell’esistenza di un Dio… la conclusione logica qual è? Che il Crocefisso potrebbe al massimo essere un sopramobile, un “pezzo di legno”… come fai ad offenderti per una cosa in cui non credi? La statuetta del Buddha dovrebbe essere… una semplice statuetta; la Mezzaluna dovrebbe essere una fase del ciclo lunare e così via con le altre iconografie…. Non ci si può certo sentire offesi! E’ assolutamente inconcepibile! Illogico!!!

Non sopporto l’ipocrisia in generale, e ancora di più non sopporto l’ipocrisia di chi nasconde dietro il suo ateismo (che è una cosa) un sentimento anti-religioso o anti-Cristiano! (che è ben altra cosa!)

Allora io dico a tutti gli atei che si sentono “offesi” dalla Croce: fatevi un esame di coscienza e chiedetevi se siete atei veramente oppure anti-religiosi. Avete critiche da fare al Cristianesimo? Non vi va bene qualcosa? Ok, parliamone, magari avete avuto una buona intuizione e potete aiutare a migliorare le cose! Ma non nascondetevi dietro la maschera di un “ateo”.

E non sopporto neanche gli atei che giudicano male chi crede… vuoi essere ateo? Benissimo, nessuno ti giudica per questo e la tua scelta va rispettata al 100%, ma vale anche il contrario, cioè l’ateo deve rispettare la scelta di chi crede, qualunque sia il Dio.

Ho sentito il signor Cecchi Paone (che stimo molto per i programmi naturalistici che fa) dichiarare che i Cattolici impongono ad altri le loro idee, come il fatto di non poter divorziare… MA DOVE? In quale film di fantascienza??? Ma chi impone niente? Vuoi sposarti e poi vuoi divorziare? Benissimo, allora ti sposi in Comune! Ma chi ti obbliga a sposarti in una Chiesa cattolica???  Se però ti sposi in una Chiesa cattolica è una TUA scelta, e dopo devi seguire le dottrine cattoliche chiaramente. Altrimenti vai in comune, qual è il problema? C’è bisogno di dire che “i cattolici impongono le loro idee”? Ecco, io sono il primo ad avallare critiche, ma che siano veritiere e utili, non campate in aria!

  

Ma riprendiamo il discorso principale… rispettare le minoranze. Un principio giusto e detto da un

amante della giustizia come me non è poco. Io lo approvo fino in fondo e lo difendo. Ma pensiamo un attimo: la richiesta del signor Smith è davvero una difesa delle minoranze? La risposta è: no… secondo il mio modesto parere. Perché così è l’esatto contrario, cioè è una minoranza ad imporre la sua idea alla maggioranza (l’intera collettività di Ofena)… a questo punto chiunque voglia imporre la sua idea basta che sia una minoranza! Questa è democrazia? Io non me la sento di chiamarla così.

Ho letto una frase su un articolo dedicato al caso, la riporto fedelmente: <<Come mai ci si preoccupa di tutelare la sensibilità di minoranze e si calpestano con scoraggiante naturalezza i diritti di un’intera collettività?>>

Quale risultato vuole raggiungere il signor Smith? Io non lo capisco. Dopo la Croce vorrebbe passare alle Chiese? Ogni paese o città ne ha almeno una, se le ritroverà sempre davanti! Se poi passa per L’Aquila che ha 99 Chiese (praticamente una dietro ogni angolo) gli viene una crisi di nervi! Che fa? Le fa abbattere? No, semplicemente le tollera e le rispetta… lui! Come fanno tutti gli altri Musulmani in Italia! Io conosco e ho conosciuto in passato dei ragazzi Musulmani… nessuno di loro, ripeto, nessuno, ha mai minimamente accennato al fatto di sentirsi offeso dalla Croce o da qualsiasi altro simbolo! Anzi, se usciva fuori il discorso religioso notavo molta più curiosità che contrasto! Sia da parte dei Cristiani sia da parte dei Musulmani! E’ così che si vive insieme civilmente! E’ così che si cresce! E gli italiani, la maggiorparte almeno questo lo hanno capito! Sono pochi quelli che difendono ancora il signor Smith, e quei pochi ancora non si rendono conto che stanno interpretando male parole come rispetto e tolleranza, nonché “civiltà”! Essere civili significa cancellare i simboli? No, cancellare i simboli, anzi, è il massimo grado di inciviltà a mio parere.

E qui entra in ballo un altro discorso: i simboli. Ho sentito persone dire che il Crocefisso bisogna averlo nel cuore ed adorare un “pezzo di legno” è idolatria, pratica condannata dalla Chiesa… sinceramente mi viene da sorridere… mi sembra una predichetta fatta ad un bambino che ancora non conosce neanche il termine “idolatria”… ma è chiaro, è fin troppo chiaro che qualsiasi religioso non adorerà il “pezzo di legno” in quanto tale! Ma dai, ma che discorsi facciamo? La Croce è un simbolo, “simbolo”! Gli uomini hanno bisogno di simboli, di qualcosa di materiale che ricalchi il loro sentimento spirituale e non solo in materia religiosa! DA SEMPRE! Pensiamo anche alla bandiera! E’ chiaro che è un “pezzo di stoffa”, ma dentro ha dei significati ben precisi e guardandola si vedono materializzati i propri sentimenti!!! Non solo, si vedono materializzati i sentimenti di milioni di persone! Un simbolo è fonte di unione; un Paese, una comunità, un’associazione, una società e qualsiasi altra “organizzazione”, senza simboli sono inesistenti.

 Proprio sul discorso dell’identità vorrei concludere questo mio noioso (spero di no) discorso: il Presidente della Repubblica ha detto che il Crocefisso è un simbolo di identità nazionale… vero! Verissimo! Approvo in pieno le parole del nostro Presidente della Repubblica e ve lo dimostro con i fatti, con la storia. Bisogna tornare un po’ indietro, al 1798, quando ancora il tricolore non rappresentava tutta l’Italia, quando la penisola non era un’unica nazione… quando Napoleone “conquistò” l’Italia. Proprio in questo momento, quando l’Italia (come nazione, non come Repubblica) dovette rispondere ad un invasore, non avendo una bandiera comune sotto la quale combattere per la libertà scelse un altro simbolo che unificava tutta la penisola, in cui tutti si identificavano… indovinate un po’ qual’era?

E non solo in Italia, ma in tutta Europa la Croce è da secoli uno dei motivi di unione e di integrazione, quell’integrazione che stiamo tutti insieme finalmente e faticosamente costruendo a partire dal Trattato di Roma del 1956.

 Concludo dicendo che sono fiero dell’Italia e di come gli italiani hanno risposto a questa provocazione e riscrivo qui le tre frasi che sono il nocciolo del mio discorso:

 1- essere tolleranti ed essere rispettosi nei confronti degli altri e delle loro idee NON significa cancellare la propria identità, le proprie tradizioni, la propria storia, la propria religione e le proprie idee!

 2- anche l’integrazione non va fatta cancellando la propria identità, ma va fatta rispettando (nel termine vero del termine) le idee e le identità altrui. Assicurare parità di trattamento non significa cancellare, semmai l’esatto contrario: aggiungere!

 3- perché qualcuno dovrebbe offendersi per un simbolo religioso? E’ dal confronto che c’è crescita interiore, non dall’eliminazione!!!

Bene, ho finito. Spero che l’atto di Smith non abbia un seguito, perché l’attrito che si vuole far credere ci sia tra Cristianesimo e Islamismo non esiste oggi e sarà compito di tutti non farlo esistere nel futuro della nostra nazione e del mondo intero…

Ciao a tutti,

 

Fabio

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